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DAL BIG-BANG AL 2008

 

 

 

 

 

 

NOTE DI UN GIRAMONDO

Toscana e dintorni

...poi c'erano quelli come noi che turisti non erano, ma viaggiatori senza meta prefissata, giramondo!

 

 

 

di Gino BUONANNO
(Guardamagna Editori - Finito di stampare nel mese di marzo 2012)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mia moglie confermò il suo impegno pittorico citando la sua ultima fatica commissionatale da una nostra amica, una riproduzione da una tela del FattoriI tre pini”…

 

 

Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825 – Firenze, 30 agosto 1908)

 

Giovanni Fattori, “I tre pini”, 1880-1883

 


 

 

 

ci trasferimmo al Pozzo di San Patrizio…ne avevamo sentito parlare da una vita…avete provato a scendere fino in fondo per poi risalire dall’altra scala?...fate come noi, scendete con calma, guardando gli scalini, lunghi, leggermente in discesa, illuminati dalle aperture nella parete circolare centrale…due scale sovrapposte scavate tutte nel tufo, per fare in modo che le bestie da soma in salita cariche di orci d’acqua, non si scontrassero con quelle in discesa…ora gli scalini sono leggermente in salitanon fate faticaperché siete in sintonia con il Pozzo, voi fate parte del Pozzo

 

 

 

 

 

 

 

 

...un turista inglese osservando la statua della Pietà di Michelangelo e sfiorando il piede del Cristo morto, balbettava: it'is wonderful, wonderful, wonderful; aveva il viso bagnato di lacrime...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

...lo salutai e gli chiesi cosa facesse "in ammollo" ed allora, sempre continuando a retrocedere e a trascinare un attrezzo in acqua con due braccioli tipo stanghe, mi disse che pescava telline, arselle e vongole...

 

 

 

 

 

...ho aiutato tante volte mia mamma a fare il pane...preparare i cestini con i panni bianchi dove mettere a lievitare la pasta...


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...tutto il mondo è paese, anche qui il pianto di un neonato era come da noi e il dolce canto della mamma per tranquillizzarlo era simile alle nostre cantilene..

...gli occhi di una bimba che al nostro passaggio prima abbozzava un sorriso e poi faceva la vergognosa girandosi di tre quarti senza smettere di guardarci...

...bambini vocianti ed allegri con il "vestitino nuovo", come era usanza per Pasqua...

 

 

 

 

...non ci accorgemmo che dalla vetrina che dava sulla strada avevamo tre spettatori, una coppia inglese con un ragazzo; stavamo dando spettacolo ed era divertente;eravamo causa di ilarità, tanto sana che entrarono, si sedettero ed ordinarono esattamente come noi! Ma non sapevano che la nostra pizza era piccante, le parti si invertirono,ed erano loro a suscitare ilarità, ne venne fuori una commedia dell'arte...

...c'era gente sulla strada che assisteva divertita e fu allora che raggiungemmo il culmine: il gestore andò fuori, invitò la gente ad entrare e poi girò con un piattino a far su le offerte...

...passare tante ore insieme, chiacchierando, ridendo, cantando o discorrendo di temi profondi, ci faceva scoprire sempre affiatati, innamorati...quando si è in buona compagnia anche la strada sembra che voli via...

...la brezza trasportava a noi pulviscolo di onde che si stendevano fino a lambire la barca e, ritraendosi, si scontravano spumeggianti con quelle che, a loro volta, volevano giungere a noi quasi a volerci salutare;allora scendemmo dalla barca e noi andammo a loro, a piedi nudi e, nel rosso mare che pareva ci sorridesse con le onde increspate, fummo tutt'uno con le onde, con il vento, con l'orizzonte ormai arancione violetto,striato di rosso e di blu notte...

...il rosso del tramonto all'orizzonte, con sfumature violacee, qualche sottile nuvola con i bordi infuocati che si rifletteva sull'acqua, il musicale sciabordio delle onde costituivano una visione stereofonica...

...sia io che Giuly, siamo come dei libri aperti e, forse, guardando con occhi liberi da falsi schemi mentali, riusciamo a vedere e ad essere visti per quello che siamo; un sorriso, anche se qualcosa ci angustia, riusciamo sempre ad esternarlo e questo è coinvolgente ed è bello...

...mi sentivo acqua nell'acqua, mare nel mare, respiravo adagio, sentivo il sale nell'aria che introducevo in me ed ero acqua e sale anch'io...

...tutto accadeva senza intenzione, senza premeditazione; accadeva e basta, ci trovavamo a parlare con estranei, che poi non sarebbero stati più tali, di vibrazioni, di luce, di apertura di mente e di cuore, di meditazione e di amore cosmico, come se ci conoscessimo da tempo...

 

 

 

...e mentre le nostre dita si intrecciavano e si stringevano, ad occhi chiusi le emozioni che ci avevano pervaso nella Porziuncola a Santa Maria degli Angeli si rinnovarono! Il tempo? Non esisteva, le altre persone e tutto l'esterno? Neppure, sembrava ci fossimo solo noi!...ed eccoci ancora leggeri tanto da non toccare quasi terra...felici del nostro vivere e pieni di energia pura...

...sentivamo i nostri corpi aderire al terreno, poi, seguendo una tecnica di rilassamento, chiudemmo gli occhi e con la mente vedevamo ogni parte del nostro corpo che toccava la terra, guardammo ogni muscolo teso e lo allentammo. Con le braccia leggermente allargate e con i palmi delle mani a toccare il pavimento, quando fummo ben rilassati, uno, due, tre aprimmo gli occhi e provammo la straordinaria sensazione di essere tutt'uno con il contesto...

...la magia del momento è solo ed esclusivamente di quel momento, per cui ci confermammo nella nostra intenzione di vivere tutto ciò che ci sarebbe capitato, pienamente e col cuore, nel momento stesso in cui fosse accaduto..."il momento vissuto è un momento unico ed insostituibile"...

...a raccontarlo così corriamo il rischio di essere "internati" ma, forse, ne varrebbe davvero la pena se solo riuscissi a far "vedere" le stesse cose ad altre persone, con la mente che non mente...la mente non può mentire se non è chiamata in causa. Vedere con il cuore, chiudere gli occhi e guardare...

 

 

...anche tornati a casa il nostro viaggio di nozze continuava, con il nostro lavoro, con il nostro stare insieme, continuava nel nostro ridere e nel nostro modo di affrontare le difficoltà, con semplicità, seguendo quello che il cuore ci diceva, continuava nel nostro confrontarci prendendo coscienza del nostro crescere insieme, affrontandoci e confrontandoci, ma sempre nello stesso modo col quale iniziammo insieme il nostro primo viaggio, con tanto amore...

...dai che sono stati giorni meravigliosi, no? Ed allora ringraziamo il Signore e che ci assista ancora!

 

 

NOTE DI UN GIRAMONDO

Toscana e dintorni

Commento critico di Loris Liuzzi

L'emozionarsi di fronte ad un'opera d'arte, il sentire "quel brivido lungo la schiena" non è cosa da tutti. Quando si legge questo lungo racconto si avverte subito che l'intenzione è arrivare dritti al cuore del lettore, emozionandolo, incuriosendolo, portandolo a spasso tra visioni, ricordi, cultura e storia di territorio ricco come quello toscano. Con quanta spontaneità, quanta gioia e quanta energia lo scrittore riesca a trasmettere il proprio vissuto!
Riconosco piacevolmente, in parte, il modo saggio ed efficace, proprio di una persona con un forte vissuto alle spalle, di raccontare ciò cha ai più sembra inaccessibile, noioso, complicato, come se fosse una storia avvincente, una favola mai sentita, colma al suo interno di verità sconosciute, sensazioni da tramandare, episodi fortemente significativi. E in effetti tutto ciò che racconta l'autore lo è.
Salta subito al cuore, non all'occhio, una certa poesia nel racconto. Forse anche una forte nostalgia dei tempi passati. Un profondo amore per la vita.


La Porziúncola, racconta l’autore, lo trasporta in una sorta di stato di trans (“Non ricordo assolutamente cosa avessi visto dentro la Porziuncola, ma eravamo lì”) che lo conduce assieme alla sua compagna, Giuly, al raggiungimento di una sensazione che, per come viene descritta, inevitabilmente riconduce al concetto di Estasi, uno stato psichico di elevazione mistica, allontanandolo per certi versi da quello del Nirvana, perché quest’ultimo, concettualmente, prevede l’annullamento delle proprie passioni.
Ed è proprio il contrario ciò che esprime l’autore! E’ un raggiungimento di forte benessere, di amore per ciò che lo circonda, che pare regga su un’enorme esplosione di emozioni, che a molti possono parere persino esagerate, se accostate a ciò che viene descritto.
Ma sta proprio qui forse la particolarità di questa narrazione o dell’autore stesso. Il linguaggio è così romantico (non si intenda però sdolcinato, tutt’altro) e poetico da rimarcare un aspetto fondamentale e allo stesso tempo “strano”, “inconsueto”.

L’amore, che si legge fra le righe tra i due protagonisti di questo viaggio (anche se poi si dovrebbe discutere su questo concetto: i protagonisti sono loro o l’oggetto delle narrazioni?), pare espandersi nella cultura. Ciò che si nota subito, è che i due non si emozionano solo per ciò che è “scontatamente” bello. Per intenderci, un tramonto spettacolare, con una vista mozzafiato, una sottofondo ad effetto, rilassante o suggestivo che sia, e un miracoloso gioco di luci e colori potrebbe coinvolgere e ammaliare chiunque.
E invece forse un’utilissima guida al “saper osservare” questa. Una lezione che ci suggerisce che la vita è fatta di mille particolari che la rendono unica e inimitabile, un dono prezioso da godersi fino in fondo, il più possibile.

La Natura viene palesemente descritta come qualcosa di minaccioso e di meravigliosamente articolato. Un altro paradosso: due immagini che si susseguono l’un l’altra a grande velocità, come se una telecamera riprendesse prima un leone che ruggisce, per poi immortalarlo subito dopo nel mentre che si fa accarezzare da un bambino indifeso.
L’autore, sempre accompagnato dall’inseparabile Giuly, gode di uno spettacolo che pare addirittura esser fuori dalla Natura, poiché fuori dalla quotidianità. Gli odori, i rumori, forse persi nel caos quotidiano. In quel momento, sicuramente, le lancette dell’orologio che scandisce i momenti della nostra giornata tipo, saranno andate più lente.

 

 

 

 

Ciao Gino, sono Loris, volevo ringraziarti personalmente per la pubblicazione del commento sul tuo libro, ho apprezzato davvero tantissimo. Anche mio padre, che è qui con me, voleva ringraziarti per questo regalo. Un abbraccio e buon tutto!

 

 

Grazie amico mio, mi hai fatto un bel regalo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono proprio io, Luigi Liuzzi, pescatore di telline, arselle e vongole.

Pescatori di telline, arselle e vongole, a Barletta in Puglia, dopo una giornata di lavoro (dalle ore 03.00 alle 16.00 circa). Si pescavano dai tre ai cinque quintali di molluschi che si dividevano per tipo e si vendevano ai grossisti per spedirli a Torino e Milano. Molto spesso i grossisti pagavano i molluschi a cinque lire al chilo (2.500 Lire da dividere in sei, negli anni sessanta) e i pescatori, trattenendone un quintale (circa 15 chilogrammi per ciascuno) per venderli, in bicicletta, per le vie del paese, a venti lire al piatto (circa mezzo chilo), tornavano a rigettarli in mare per poterli ripescare nei giorni successivi (erano gli anni in cui molti barlettani emigravano a Torino e a Milano, raccolti nelle piazze dai CAMION TIR della FIAT e delle fabbriche milanesi, altri partivano in bicicletta (come fecero i miei cugini) per lavorare nei cantieri edili).

 

 

Namastè, amico mio!